FRAMMENTANDO

Questo blog non è uno prodotto editoriale è un semplice diario che viene aggiornato saltuariamente.

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05/04/2008

Mi fermo qui

Mi fermo qui. Almeno per il momento non scriverò più su questo blog. Il motivo è semplice, ho troppo lavoro e non ce la faccio materialmente a postare. Gestivo questo blog dal 2007 ma per il numero delle visite e i contatti pressochè nulli  non credo che ci saranno rimpianti.

Ciao a tutti

Mody

postato da: usaforever alle ore 14:09 | link | commenti (2)
categorie: fine del diario
19/03/2008

Ti mando bacio, papa!

 

Caro papà, oggi è la tua festa e tu non ci sei più, ma so che dal cielo  mi ascolti e che non hai smesso di starmi accanto, ti mando un bacio grande per ricambiare l'affetto che mi hai sempre dato e che ha abbracciato tutta la mia vita.
Ciao papà, ti voglio tanto bene.



postato da: usaforever alle ore 22:42 | link | commenti (1)
categorie: festa del papĂ 
19/02/2008

Occhio alla spazzatura

Tutti i mezzi di informazione ci hanno messo al corrente della situazione rifiuti in Campania. Nessuno ci ha chiaramente spiegato di chi siano le responsabilità, anzi probabilmente lo hanno tenuto ben nascosto. Dietro la spazzatura c'è una marea di soldi e coloro che sono predisposti a risolvere i problemi hanno a cuore soltanto la parte economica del problema. Purtroppo dietro la spazzatura c'è un problema di salute pubblica rispetto al quale la sars, l'aviaria, la mucca pazza e altre emeregenze sono una stupidaggine. La gente per i rifiuti muore, si ammala, vive male.
Sentiamo dire che i rifiuti (lasciamo perdere per ora i rifiuti industriali) li produce il cittadino.
Primo: il cittadino non produce proprio niente, il cittadino compra rifiuti tutte le volte che fa un'acquisto, principalmente in forma di imballaggio e li paga una prima volta. Vi invito a guardare il vostro carrello del supermercato mentre siete in fila alla cassa e a soffermarvi sugli imballaggi che dovrete buttare nell'immondizia. Sappiate che tutta quella roba andrà a produrre cancro malattie degenerative e malformazioni e riempirà le tasche di politici corrotti, camorristi e industrie senza scrupoli. Non esistono in Italia sistemi di smaltimento rifiuti che tutelino la salute pubblica. Le discariche modello producono solo soldi per i comuni che le gestiscono e per i loro azionisti, gutta cavat lapidem dicevano i latini - la goccia scava la pietra - figuriamoci la monnezza! Cosa ne sarà di queste discariche fra venti trenta quaranta anni?
Gli inceneritori sono invece dei "killer" legali non considerati responsabili per le persone che uccide e macchine per far soldi. Queste sono solo false soluzioni che deresponsabilizzano le industrie facendo credere che fare prodotti che creano molta spazzatura possa essere accettato.

Io sono solo una donna semplice che non può fare molto contro queste lobbies prepotenti, però quello che posso fare lo faccio. Ho cambiato totalmente modo di fare la mia spesa e i miei acquisti. Vi spiego come.
Non compro più cose molto impacchettate, specialmente nella plastica. Niente più prosciutto, formaggio del supermercato, ma in negozi di alimentari a cui chiedo gentilmente di usare un foglio solo e non tutti quei veletti di plastica. Porto le borse da casa, niente buste di plastica che rifiuto gentilmente e sempre. Niente acqua minerale, bevo acqua del rubinetto che è buonissima. Il latte lo compro al supermercato Naturasì dove posso riportare il vetro il cui costo mi viene scalato.
Tutti gli avanzi di cibo gli uso per nutrire gli animali che ho. Fortunatamente ho anche un maiale (vivo in campagna) e quello si mangia anche i gusci delle uova e i fondi del caffè. Riciclo tutti i vasi di vetro per l'uso comune di cucina, non uso carta usa e getta, ma uso i sacchetti del pane per ulteriori usi, come faceva mia mammma quando ero piccola.Non compro giocattoli di plastica (ormai tutti cinesi, anche Chicco) ai miei nipoti, ma preferisco giocare con loro inventando tanti giochi. Mi sono accorta che butto via pochissima spazzatura, praticamente un sacco piccolo ogni settimana e un sacco grosso per vetro e plastica (l'indispensabile) ogni due mesi. Oltretutto mi sono accorta che spendo meno!
Penso che al giorno d'oggi sia una scelta morale, non possiamo avvelenare la terra ai nostri figli ai nostri nipoti e alle generazioni che verranno.
Penso sempre agli antichi romani che come grande conquista avevano l'acqua corrente in casa, ma non sapevano che si avvelenavano con le tubature in piombo! Noi che l'acqua potabile in casa ce l'abbiamo e non ci avvelena ci avveleniamo con l'acqua nella plastica, che oltretutto pesa per portarla a casa. I romani poi non lo sapevano che si avvelenavano noi invece lo sappiamo!
postato da: usaforever alle ore 18:58 | link | commenti
categorie: spazzatura
18/02/2008

Riflessioni

Perché e in nome di chi e che cosa devo accettare la cattiveria degli altri senza replicare e come se non succedesse niente? Le parole esistono e certe volte sono pesanti come macigni, si depositano nell’animo di ognuno al posto giusto e vi stagnano inesorabilmente. Fare finta che non esistano è un errore grosso. Ciò impedisce di guardare la realtà, di prendere atto di quello che per noi è brutto o buono o bello. Ognuno si definisce col proprio comportamento e non c’è niente da fare, noi non possiamo cambiare le persone, ma possiamo conoscerle e agire di conseguenza. Non possiamo mentirci, anche se ciò ci può far male e farci dispiacere, ma conoscere e riconoscere è il modo giusto per prendere la direzione giusta. Per avvicinarci a quello che più ci piace e che ci fa star bene e per allontanarci da quello che ci fa stare male. Serenamente.
I rapporti di parentela in se stessi non contano niente, ma in questo ambito noi creiamo dei rapporti e in questo ambito possono crescere rapporti belli e meravigliosi o rapporti brutti e dolorosi. Quello che noi non dobbiamo dimenticare mai è la nostra umanità, il nostro profondo essere, il nostro profondo sentire, e là noi troveremo immense distese di prati, montagne incantate, laghi e mari sereni, e là sceglieremo per noi il luogo nel quale è piacevole vivere, ci conosceremo meglio e ci allontaneremo da coloro che non fanno parte dei nostri paesaggi.

per gentile concessione del Blog  LontaniOrizzonti

postato da: usaforever alle ore 00:42 | link | commenti
categorie: rapporti umani
10/02/2008

Quando è il papà a dare coraggio

Riporto un brano dell'Intervento di Silvio Berlusconi , ieri al Teatro Nuovo. Mi sono riconosciuta nei sentimenti espressi dal Cavaliere per la perdita della sua mamma, devo solo sostituire il soggetto che per me diventa il mio papà, mia madre mi ha lasciato la mano tanti anni fa...
E non vuol dire se non si è più bambini,  i genitori restano sempre tali  anche quando si diventa di una certa età e da loro ci si  aspetta sempre una parola buona o una carezza. Il mio papà, pur malato, questa carezza me l'ha sempre data e mi ha parlato con gli occhi fino alla fine.

Da Il Giornale

Quando è la mamma a dare coraggio

di Stefano Filippi - domenica 10 febbraio 2008, 07:00

Uno si aspetta che il primo comizio della campagna elettorale di Silvio Berlusconi sia tutto un fuoco d’artificio contro Prodi e Veltroni, una raffica di meriti e demeriti, una chiamata alle armi. E invece Silvio Berlusconi sale sul palco e parla della mamma scomparsa da pochi giorni. «La mia mamma», ripete. Muore la mamma «e ti senti strappare qualcosa di te». Perché «nella vita non c’è nessuno al mondo che ci vuole in assoluto più bene ».
Il Cavaliere dedica a mamma Rosa i primi sette minuti e mezzo del suo intervento al meeting dei Circoli della libertà. Non è semplicemente il ricordo di un figlio addolorato: è che quel lutto ti cambia la vita. E nella mamma rivedi te stesso da bambino, rievochi i suoi insegnamenti, e ti rendi conto che il partito che hai messo in piedi 14 anni fa «si fonda sui valori che ho imparato dai miei genitori». Rileggi le tue imprese di «grande tycoon» e ti rammarichi per non avere passato più tempo per gli affetti più veri. «Quando si è giovani si tende a vivere lontano dai genitori, e anche dalla famiglia»: moglie e figli. «Quando si è nel pieno della vitalità magari si privilegia il lavoro, come io stesso ho fatto - confessa Berlusconi - e ci si dimentica perfino di telefonare. A lungo io facevo passare anche una settimana senza telefonare alla mia mamma». Dice così: non «mia madre», ma «la mia mamma».
Muore la mamma, scorre il film della vita, e ci si accorge che «col passare degli anni si capiscono molte più cose. Un po’ le mamme si addolciscono, un po’ i figli si riavvicinano, il legame si rinsalda e il tempo esalta quello che ti hanno insegnato».
postato da: usaforever alle ore 09:11 | link | commenti
categorie: morte, coraggio, affetto, papĂ , sostegno
04/02/2008

Morire e Nascere con dignitĂ 

Mamma Rosa, la mamma di Silvio Berlusconi,  è morta con il rosario in mano, ha riferito don Gabriele Corsani dell'istituto salesiani di Milano. Lasciando la casa di mamma Rosa, don Gabriele ha poi aggiunto - per una mamma che si spegne poi l'ultimo desiderio è quello di poter lasciare questa vita nella propria casa, con accanto i figli». Anche don Marco Melzi della vicina parrocchia del Beato Angelico ha ribadito la serenità con cui l'anziana signora si è spenta «era una cristiana molto devota -ha detto- che ha ricevuto in questi giorni molte volte i sacramenti».
tratto da Il GIORNALE

Ieri, mentre giungevano notizie della morte di questa mamma amatissima dai figli e dai nipoti, Papa Ratzinger lanciava il suo appello per la tutala della vita:

 
«Ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze - ammonisce il pontefice - si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale»

L'appello del Santo Padre è venuto dopo la presa di posizione dei ginecologi e neonatologi di ben  quattro Atenei romani cattolici e laici che scrivono:

Pensiamo a un bambino minuscolo che decide di lasciare il grembo della mamma allo scadere della ventiduesima settimana, quindi con circa quattro mesi e mezzo di anticipo rispetto a quando avrebbe dovuto. È leggero come una piuma, 500 grammi o giù di lì. Per i medici è un «prematuro di peso estremamente basso». Immaginiamo di chiamarlo Marco.

Ebbene, Marcolino potrebbe ricevere cure diverse a seconda di quali fra i tanti documenti proposti nelle ultime settimane in Italia fossero applicati. Lasciato al suo destino, cioè assistito amorevolmente ma senza l'aiuto di macchinari artificiali, se i medici seguissero le indicazioni appena definite da una commissione del ministero della Salute («solo cure compassionevoli sotto la 22 settimana »). Dovrebbe invece essere rianimato e sospinto verso la vita secondo il Comitato nazionale di Bioetica.

E ieri alle due raccomandazioni se ne è aggiunta una terza: «Un neonato vitale, in estrema prematurità va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente », a prescindere dalla sua età, anche se i genitori non sono d'accordo. In altre parole, non ci si deve basare sul calcolo dei giorni. Non solo, il consenso della madre non conta, anche se lei desiderasse il contrario Marco dovrebbe essere attaccato ai tubi. È implicito che l'obbligo di rianimare vale anche nel caso in cui Marco doveva essere abortito.

Immagino che tutto ciò farà scaturire polemiche a non finire, ma è sacrosanto battersi perchè la vita, sia essa di un feto,di un vecchio o di un malato terminale, debba avere il rispetto che merita, è sacrosanto battersi perchè il bene prezioso di una esistenza non venga banalizzato in funzione di  "interessi personalistici" da qualsiasi parte essi provengono.
postato da: usaforever alle ore 11:36 | link | commenti
categorie: morire, bimbo, vecchio, feto, nascere
31/01/2008

Nota del webmaster- webmaster note

Alcuni post pubblicati su questo blog e tratti da siti internet di autori diversi sono stati rimossi per espresso desiderio dei rispettivi proprietari che ne detenevato il diritto d'autore  su licenza Creative Commons. Mi adeguo alle loro  richieste.
Mody

Some posts published on this blog and drawn by websites of different authors have been removed for express desire of the respective owners that have the copyright on Creative Commons License. I conform me to the applications and I confine me to manifest my regret.
Mody
postato da: usaforever alle ore 17:51 | link | commenti
categorie: diritti dautore
29/01/2008

La gioia di scrivere

Dedicato a chi ama scrivere, a chi trova ragione di vita nel travasare su un foglio bianco le sue emozioni, a chi fa della cronaca di ogni giorno, informazione utile per tutti.


Ho una fede nel cuore. Un credo radicato. Vivo nelle emozioni e non le nascondo più Vivo di verità. Amo la trasparenza, l'intimità e la presenza. Scrivere è il mio comandamento, ciò per cui sono nato... Scrivo solo ciò che vivo poichè è impossibile per me descrivere ciò che non è stato ancora attraversato nel corpo e nell'anima ed elaborato in esperienza... Scrivere è...Presentare le cose nella loro verità. Dire la cosa vera, la successione dei movimenti e dei fatti che producono l'emozione,e che resta valida per un anno e per dieci anni o, se siete stati fortunati e se l'avete espressa con una grande purezza, per sempre...
E.Hemingway

Scrivere è per mei il bisogno di rivelarmi,il bisogno di risonare, non dissimile dal bisogno di respirare,di palpitare,di camminare incontro all'ignoto nelle vie della terra.
G.D'Annunzio

Una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta! Lo scrittore non è nè un pasticcere nè un profumiere nè un giullare è un uomo impegnato, vincolato dal sentimento del suo dovere e della sua coscienza una volta che ha cominciato deve andare fino in fondo e per quanto gli ripugni, deve vincere il suo disgusto e insozzar la sua immaginazione nel fango della vita... egli è un semplice cronista. "A.Cechov"


postato da: usaforever alle ore 15:14 | link | commenti
categorie: scrivere, scrittore, giornalista
24/01/2008

E lentamente muore...

Questa bellissima poesia di Neruda è stata letta questa sera nel Senato della Repubblica, l'occasione non era certamente consona, ma la poesia è bellissima.

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo
ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai
sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un
sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice
fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità".

postato da: usaforever alle ore 21:16 | link | commenti
categorie: pablo neruda
23/01/2008

Per mio padre

Caro papà,

sono  quasi sei mesi che ci hai lasciato, sei mesi in cui ci sei mancato tantissimo.
Non passa giorno che il mio pensiero non sia rivolto a te, che io non sussulti credendo di riconoscerti per strada, sentendo la porta di casa aprirsi all'improvviso o il telefono squillare la sera, all'ora in cui eri solito chiamare. Mi manchi tanto papà, manchi tanto ai miei figli e anche a mio marito. Ti nominiamo spesso e ricordiamo episodi delle nostre vite di cui anche tu sei stato parte e allora ti sentiamo vicino, accanto a noi, come lo sei sempre stato. Avverto la tua vicinanza nei momenti difficili, il tuo sostegno nelle decisioni importanti, sento il tuo incitamento ad andare avanti, ad avere fiducia nel futuro e nell'affermarsi della giustizia e della verità, ed è esattamente quello che cercherò di fare, sapendoti al mio fianco.
Ti ringrazio papà per tutto quello che sei stato per me, per l'affetto che mi hai dato sempre e senza condizione alcuna, ti sarò sempre grata per avermi trasmesso con il tuo esempio valori e principi che ora sono radicati in me e che io spero di essere riuscita a trasmettere ai miei figli.
Un bacio grande da me e da tutti noi.
Tua figlia.

postato da: usaforever alle ore 16:00 | link | commenti
categorie: ringraziamento, papĂ  ricordo