Mi fermo qui. Almeno per il momento non scriverò più su questo blog. Il motivo è semplice, ho troppo lavoro e non ce la faccio materialmente a postare. Gestivo questo blog dal 2007 ma per il numero delle visite e i contatti pressochè nulli non credo che ci saranno rimpianti.
Ciao a tutti
Mody

Perché e in nome di chi e che cosa devo accettare la cattiveria degli altri senza replicare e come se non succedesse niente? Le parole esistono e certe volte sono pesanti come macigni, si depositano nell’animo di ognuno al posto giusto e vi stagnano inesorabilmente. Fare finta che non esistano è un errore grosso. Ciò impedisce di guardare la realtà, di prendere atto di quello che per noi è brutto o buono o bello. Ognuno si definisce col proprio comportamento e non c’è niente da fare, noi non possiamo cambiare le persone, ma possiamo conoscerle e agire di conseguenza. Non possiamo mentirci, anche se ciò ci può far male e farci dispiacere, ma conoscere e riconoscere è il modo giusto per prendere la direzione giusta. Per avvicinarci a quello che più ci piace e che ci fa star bene e per allontanarci da quello che ci fa stare male. Serenamente.
I rapporti di parentela in se stessi non contano niente, ma in questo ambito noi creiamo dei rapporti e in questo ambito possono crescere rapporti belli e meravigliosi o rapporti brutti e dolorosi. Quello che noi non dobbiamo dimenticare mai è la nostra umanità, il nostro profondo essere, il nostro profondo sentire, e là noi troveremo immense distese di prati, montagne incantate, laghi e mari sereni, e là sceglieremo per noi il luogo nel quale è piacevole vivere, ci conosceremo meglio e ci allontaneremo da coloro che non fanno parte dei nostri paesaggi.
per gentile concessione del Blog LontaniOrizzonti
Quando è la mamma a dare coraggio
di Stefano Filippi - domenica 10 febbraio 2008, 07:00
Ebbene, Marcolino potrebbe ricevere cure diverse a seconda di quali fra i tanti documenti proposti nelle ultime settimane in Italia fossero applicati. Lasciato al suo destino, cioè assistito amorevolmente ma senza l'aiuto di macchinari artificiali, se i medici seguissero le indicazioni appena definite da una commissione del ministero della Salute («solo cure compassionevoli sotto la 22 settimana »). Dovrebbe invece essere rianimato e sospinto verso la vita secondo il Comitato nazionale di Bioetica.
E ieri alle due raccomandazioni se ne è aggiunta una terza: «Un neonato vitale, in estrema prematurità va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente », a prescindere dalla sua età, anche se i genitori non sono d'accordo. In altre parole, non ci si deve basare sul calcolo dei giorni. Non solo, il consenso della madre non conta, anche se lei desiderasse il contrario Marco dovrebbe essere attaccato ai tubi. È implicito che l'obbligo di rianimare vale anche nel caso in cui Marco doveva essere abortito.
Immagino che tutto ciò farà scaturire polemiche a non finire, ma è sacrosanto battersi perchè la vita, sia essa di un feto,di un vecchio o di un malato terminale, debba avere il rispetto che merita, è sacrosanto battersi perchè il bene prezioso di una esistenza non venga banalizzato in funzione di "interessi personalistici" da qualsiasi parte essi provengono."Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo
ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai
sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un
sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice
fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità".
